Lago Vittoria

Dei tre grandi laghi africani il lago Vittoria è quello che ospita il minor numero di specie ittiche interessanti in ambito acquariofilo anche se i suoi ciclidi sono stati tra i primi ad essere importati nelle nostre vasche.

Il lago Vittoria è il lago più settentrionale dei tre grandi laghi della Rift Valley (Vittoria, Tanganica e Malawi) ma è il più grande con i suoi 68.870 Km2 di superficie(con una forma rotondeggiante e una larghezza variabile tra i 300 e i 400 km) rivelandosi anche più grande lago tropicale del mondo nonché il secondo bacino d’acqua dolce del pianeta anche se la sua poca profondità(circa 90 metri) lo colloca solo al settimo posto come volume d’acqua contenuta. Le acque del lago Vittoria sono divise tra tre stati, Tanzania (che ne detiene la maggior parte), Uganda e Kenia, il suo bacino idrografico copre una superficie di 238.900 Km2 avendo una miriade di immissari(il più importante è il fiume Kagera) mentre l’unico emissario è il Nilo Bianco.

Il lago fu scoperto nel 1858 da due esploratori inglesi, John Hanning Speke e Richard Francis Burton che durante la loro ricerca delle sorgenti del Nilo si imbatterono in questa impressionante distesa d’acqua che venne subito intitolata alla allora regina d’Inghilterra, Vittoria; in realtà di questo lago si hanno notizie già nel 1160 grazie ad una mappa discretamente dettagliata redatta da un geografo arabo che lavorò anche in Sicilia alla corte di Ruggero II di Sicilia.

Le caratteristiche fisico-chimiche dell’acqua del lago Vittoria vedono una temperatura variabile dai 24 ai 27 gradi stabile durante tutto l’anno, un pH compreso tra 7,2 e 8,5, una durezza media e una visibilità molto ridotta; parliamo di 1,5-3 metri nella maggior parte delle acque costiere a causa dell’enorme quantità di sostanze organiche presenti in sospensione, solo spingendosi molto al largo la visibilità può arrivare a circa 8 metri.

Dal punto di vista ittiologico a partire dagli anni cinquanta si sta consumando una vera e propria tragedia come conseguenza dell’introduzione del persico del Nilo per scopi alimentari e commerciali; questo vorace predatore ha infatti fatto razzia di moltissime specie (soprattutto ciclidi )endemiche del lago Vittoria. L’inquinamento e il proliferare del giacinto d’acqua (pianta proveniente dal continente sudamericano) hanno ulteriormente decimato le specie endemiche di questo lago a tal punto che alcune specie sopravvivono grazie alla loro presenza nelle vasche di acquariofili e allevatori in quanto oramai estinte nel loro ambiente naturale. Negli ultimi tempi si registra un discreto aumento delle specie endemiche e una relativa diminuzione della taglia dei persici del Nilo pescati anche se oramai gran parte delle specie autoctone del lago sono andate perdute.

Un acquario dedicato al biotopo del lago Vittoria dovrebbe essere arredato con fondo di sabbia fine, qualche roccia per offrire riparo agli individui più deboli o timidi ed eventualmente qualche pianta robusta tipo vallisneria o anubias. In questo tipo di vasche saranno principalmente ospitati i ciclidi molti dei quali, come scritto sopra, non esistono più in natura, un motivo in più per dedicarsi a questi interessanti e variopinti pesci.