Pulizia

Una volta allestito ed avviato il nostro acquario una delle operazioni più frequenti da effettuare per il suo corretto mantenimento riguarda la pulizia ed essa si divide in: pulizia dei vetri, del fondo e del filtro.

Per quanto riguarda la pulizia dei vetri il metodo più diffuso è quello mediante una calamita divisa in due parti, la parte che va dentro la vasca è dotata di uno strato plastico abrasivo o due lamette mentre la parte che sta al di fuori della vasca serve per trascinare quella interna, in questo modo si toglieranno le alghe formatesi sui vetri.
Questo metodo è molto pratico anche se devono essere adottati alcuni accorgimenti, innanzi tutto in presenza di calamite con lamette metalliche è bene togliere la calamita subito dopo l’utilizzo ed asciugare le lamette in quanto il contatto prolungato con l’acqua le farebbe arrugginire e più in generale quando si pulisce il vetro vicino al fondo capita spesso che granelli di sabbia i ghiaino finiscano tra la calamita ed il vetro andando a rigare quest’ultimo durante gli spostamenti della calamita.
Un altro metodo utilizzato è quello di usare un batuffolo di lana di perlon (quella usata per il filtraggio meccanico dei filtri), in questo caso si immerge la mano e si strofina il vetro con la lana andando ad eliminare alghe e incrostazioni, questo metodo elimina il rischio di graffiare i vetri anche se risulta più scomodo. Per una pulizia ottimale dei vetri dell’acquario si potrebbero usare entrambi i metodi, una calamita per il vetro fino a circa 5 centimetri dal fondo e per la restante porzione di vetro utilizzare la lana di perlon.

Sul fondo della vasca con il tempo si depositano escrementi, foglie morte e particelle di sporco, questo accumulo oltre che produrre sostanze azotate dannose per l’acquario risulta anche molto inestetico specialmente in presenza di fondo o molto chiaro o scuro. Un metodo molto efficace per eliminare questo accumulo è quello di sifonare il fondo. Per compiere questa operazione in commercio si trovano sifoni sia manuali che con una piccola pompa.
Il principio è semplice: un tubo di plastica di circa 5 centimetri di diametro e una ventina di altezza è collegato ad un tubicino di circa un cm di diametro, azionando la pompa o aspirando con la bocca (come facevano i nostri nonni per travasare il vino) si favorisce la fuoriuscita d’acqua dalla vasca, avvicinando la bocca del tubo al fondo tutte le sostanze leggere saranno aspirate mentre il materiale del fondo rimarrà in vasca.

La pulizia del filtro interno richiede il lavaggio periodico dei materiali ad azione meccanica come spugne e lana di perlon in quanto si sporcano facilmente trattenendo una grande quantità di particelle di sporco; se questa manutenzione non è fatta con regolarità il filtro potrebbe intasarsi riducendo l’efficacia della portata della pompa e creando pericolosi accumuli si sostanze tossiche in vasca. Nel caso della lana di pernon andrebbe risciacquata sotto l’acqua tiepida per eliminare lo sporco accumulato e sostituita quando visibilmente sporca; per le spugne sintetiche basta risciacquarle sotto l’acqua e reinserirle nel filtro. Per quanto riguarda i materiali a filtraggio biologico (cannolicchi ceramici, anelli di vetro sinterizzato o bioballs), questi non devono mai essere lavati con l’acqua del rubinetto in quanto si ucciderebbero tutte le colonie di batteri presenti in essi.
Per una pulizia periodica occorre risciacquarli con l’acqua dell’acquario e risistemarli velocemente nel filtro.