Malawi

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Visitando un negozio di acquariofilia mediamente fornito capita spesso di soffermarsi di fronte a qualche vasca contenente pesci dal comportamento vivace e dai colori sgargianti ed il più delle volte tali vasche ospitano Ciclidi provenienti dal lago Malawi. Sono pesci particolarmente belli con livree variopinte ed accattivanti ma prima di cimentarsi nel loro allevamento è bene considerare diversi aspetti.

Nel lago Malawi sono presenti principalmente tre tipi di ambiente(roccioso, intermedio e di acqua libera)e ciascuno di questi ambienti è stato colonizzato da varie specie di Ciclidi i quali nel corso dei secoli hanno dato vita a relazioni e comportamenti tali da poter trarre il massimo profitto dall’ambiente circostante ed è quindi fondamentale improntare la vasca. Il suo arredamento e la composizione della popolazione da introdurre attenendosi il più possibile alle caratteristiche di ciascuna specie.

I Ciclidi del lago Malawi si dividono principalmente in due gruppi ben distinti, gli “mbuna” e i “non mbuna” o “utaka”; i primi hanno un regime alimentare prettamente vegetariano cibandosi principalmente della copertura algale che ricopre le rocce tra le quali la maggior parte di loro vive. Sono pesci di taglia mediamente contenuta che difficilmente superano i 15 centimetri, il dimorfismo sessuale risulta evidente nella maggior parte dei casi rimanendo comunque gli appartenenti di entrambi i sessi molto colorati. Gli “mbuna” hanno un carattere molto vivace che molto spesso risulta aggressivo specialmente verso gli individui della propria specie; i maschi in natura difendono attivamente il loro territorio da eventuali intrusi, comportamento che si verifica anche in acquario.
A causa delle caratteristiche appena descritte se vogliamo cimentarci in un acquario contenente Ciclidi del lago Malawi appartenenti al gruppo “mbuna” dobbiamo essere in possesso di una vasca di almeno 300 litri di capienza arredata con un fondo di sabbia fine e una abbondante presenza di rocce poste in maniera da creare anfratti che serviranno a delimitare i territori e a consentire agli individui dominati di trovare rifugio. Il filtraggio dovrà essere potente, l’illuminazione abbastanza intensa così da favorire la crescita di alghe sulle rocce le quali costituiranno un gradito spuntino per i nostri Ciclidi, la temperatura tra i 22 ed i 27 gradi ed un pH compreso tra il 7,5 e 8,5.
L’acquario dovrà ospitare solo specie appartenenti al gruppo “mbuna”; questo a causa del regime alimentare prettamente vegetariano e al loro carattere decisamente aggressivo e territoriale. Vista la natura poligama di queste specie occorrerebbe introdurre per ogni maschio almeno 2-3 femmine ed evitare di inserire specie con livrea simile per scongiurare il pericolo di ibridazioni indesiderate.

L’altro gruppo dei Ciclidi del lago Malawi (non “mbuna” o “utaka”)comprende una varietà di specie che occupa tutti tre gli ambienti sopra citati, si tratta di pesci che possono misurare dai 12 ai 40 centimetri e dal regime alimentare onnivoro o carnivoro fino ad arrivare alle specie prettamente piscivore che spesso si nutrono proprio di piccoli o adulti degli appartenenti al gruppo “mbuna”. Anche in questo caso siamo di fronte a pesci molto colorati ma nella maggior parte dei casi questi colori sono appannaggio solo dei maschi risultando le femmine di colore bruno o grigio-argento; mediamente questi Ciclidi risultano poco aggressivi e territoriali(fatto salvo il periodo riproduttivo)ed anche i grossi predatori se inseriti assieme a coinquilini di taglia simile risultano abbastanza pacifici.
Se intendiamo allevare questi Ciclidi abbiamo diverse opzioni, possiamo concentrarci sulle specie che vivono nella zona intermedia tra roccia e sabbia: quelle che vivono sopra i fondali sabbiosi o tra le praterie di vallisneria o quelle che vivono in ambiente roccioso. In ogni caso la vasca dovrà essere di almeno 300 litri di capienza con uno strato di sabbia fine, piante di vallisneria e con la presenza di rocce più o meno numerose (in base alle abitudini delle specie che intendiamo introdurre). Anche qua siamo di fronte a specie poligame quindi sarebbe opportuno introdurre più femmine per ogni maschio.

Riguardo alla riproduzione tutti i Ciclidi del lago Malawi sono incubatori orali materni, le cure parentali sono ridotte ed affidate esclusivamente alle femmine. La riproduzione può avvenire in un anfratto, su una pietra liscia, in una piccola depressione sulla sabbia o all’interno di un cratere (a volte di dimensioni imponenti) che il maschio costruisce sul fondale sabbioso. In tutti questi casi sarà il maschio ad attirare le femmine, pronte per l’accoppiamento, con parate ed evidenti vibrazioni del corpo; durante l’accoppiamento le femmine rilasceranno le uova che saranno subito fecondate dal maschio e successivamente riprese in bocca dalla femmina la quale le incuberà per circa tre-quattro settimane.

Ospitare nel proprio acquario Ciclidi del lago Malawi costituisce indubbiamente un’attrattiva molto stimolante sia dal punto di vista cromatico sia per le interazioni tra le varie specie molto interessanti ma è bene studiare molto attentamente le caratteristiche di ogni singola specie onde evitare di comporre una popolazione disomogenea o di introdurre specie in vasche di dimensioni inadeguate.

Principali rappresentanti del gruppo “mbuna” sono labidochromis caeruleus, cynotilapia afra, labeotropheus fuelleborni, labeotropheus trewavasae, melanochromis auratus, melanochromis johanni, metriaclima estherae, metriaclima lombardoi, metriaclima zebra, pseudotropheus acei, pseuditropheus demasoni, pseudotropheus saulosi, pseudotropheus elongatus, pseudotropheus socolofi e tropheops macrophthalmus.

Principali rappresentanti del gruppo non “mbuna” o “utaka” sono aulonocara baenschi, aulonocara jacobfreibergi, aulonocara stuartgranti, copadichromis borleyi, cyrtocara moorii, fossorochromis rostratus, lethrinops, nimbochromis venustus, otopharynx lithobates, placidochromis electra, placidochromis phenochilus, protomelas fenestratus, protomelas taeniolatus, sciaenochromis fryeri e taeniolethrinops praeorbitalis.

La quasi totalità delle specie elencate nonché tutte le altre presenti in commercio può avere varianti geografiche che a seconda del luogo di cattura degli esemplari selvatici differiscono tra loro sia per livrea che(in alcuni casi) per temperamento.